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Blackout in centro storico: cosa c’è dietro a gruppi elettrogeni, cavi… e cosa centrano gli UPS


Nelle scorse settimane il centro storico di Mondovì è finito più volte sulle cronache locali per un blackout importante: migliaia di utenze al buio, compresa la Polizia Locale, sei cabine disalimentate e un intervento “extra” per riportare la corrente in città. Per rialimentare il quartiere, il distributore di energia ha installato gruppi elettrogeni da centinaia di kW e un cavo di bypass di quasi 500 metri che corre tra le vie del centro storico. Leggi qui per l’articolo originale della notizia

Chi ci abita ha visto solo il lato “spettacolare”: generatori, camion, cavi ovunque.
Noi, come Multiservice Srl, vediamo un’altra cosa: la conferma che la continuità elettrica non è solo un tema di comfort, ma tocca in pieno anche sicurezza sul lavoro, organizzazione aziendale e prevenzione dei rischi.

In questo articolo uniamo due mondi che spesso vengono separati:

  • la cronaca di un grande guasto di rete;
  • la realtà quotidiana di chi ha un negozio, uno studio, un’azienda e non può permettersi di restare fermo.

Vedremo:

  • cosa succede tecnicamente in questi casi;
  • perché gruppi elettrogeni e UPS non fanno la stessa cosa;
  • come la continuità elettrica rientra nella valutazione del rischio elettrico prevista dal D.Lgs. 81/08;
  • cosa può fare concretamente un’azienda insieme a un RSPP e a un partner tecnico come Multiservice Srl.

1. Cosa è successo davvero a Mondovì (in parole semplici)

Secondo quanto riportato da L’Unione Monregalese, il blackout di Mondovì è stato causato da un doppio guasto sulla stessa linea, con oltre 900 utenze disalimentate nel centro storico.

Per ridare corrente:

  • E-Distribuzione ha installato uno o più gruppi elettrogeni di grande potenza;
  • ha steso un cavo di bypass lungo quasi mezzo chilometro tra diverse strade del centro;
  • ha usato questo cavo per “aggirare” la parte di rete danneggiata e rialimentare il quartiere da un punto alternativo.

Tradotto: è come se un intero pezzo di città fosse stato staccato da un ramo della rete e collegato a una “presa mobile” gigante alimentata dai generatori.

Questa soluzione:

  • è indispensabile per ridare luce a tutti;
  • è temporanea: i lavori definitivi sulla linea richiedono giorni.

Nel frattempo, però, negozi, uffici, studi professionali e aziende devono fare i conti con una realtà molto semplice:
se non hai nessuna forma di continuità dentro casa tua, ogni volta che la rete cede ti fermi.


2. Gruppo elettrogeno e UPS: due strumenti diversi, stesso obiettivo

Nei nostri articoli su Multiservice Srl lo ripetiamo spesso: mettere nello stesso sacco “gruppo elettrogeno” e “UPS” è il modo più veloce per fare confusione.

2.1 Gruppo elettrogeno

  • È una macchina con motore termico (diesel, benzina, gas).
  • Genera energia elettrica in autonomia.
  • Ha bisogno di:
    • un tempo di avviamento;
    • manutenzione;
    • rifornimento di carburante.
  • Serve per alimentare tanti carichi per molte ore:
    • interi reparti,
    • edifici,
    • quartieri.

È lo strumento che abbiamo visto in strada a Mondovì: perfetto per la “macroscala”.

2.2 UPS (gruppo di continuità)

Gli UPS (Uninterruptible Power Supply) sono sistemi elettronici con batterie, progettati per:

  • intervenire automaticamente e in pochi millisecondi quando manca la rete;
  • mantenere alimentati solo i carichi collegati per un tempo limitato (minuti o decine di minuti, in base al dimensionamento);
  • proteggere da:
    • blackout,
    • micro-interruzioni,
    • sbalzi di tensione.

Le norme della serie EN/CEI 62040 definiscono i requisiti di sicurezza, prestazioni e compatibilità elettromagnetica degli UPS, proprio per garantire l’uso in sicurezza da parte delle persone e il corretto funzionamento sugli impianti. elit-ups.com+4mycatalogo.ceinorme.it+4mycatalogo.ceinorme.it+4

Sono perfetti per:

  • PC,
  • server,
  • apparati di rete (modem, router, switch),
  • sistemi di cassa,
  • centralini VoIP,
  • apparecchiature elettroniche sensibili.

2.3 Come lavorano insieme

In uno schema “maturo” di continuità elettrica:

  • la rete è la fonte principale;
  • il gruppo elettrogeno interviene per coprire blackout lunghi;
  • gli UPS:
    • coprono il tempo tra il blackout e l’eventuale avviamento del generatore;
    • tengono in vita i carichi delicati e critici;
    • evitano spegnimenti bruschi e riavvii pericolosi.

Quello che abbiamo visto a Mondovì è il “pezzo grande” di questa catena.
Quello che un’azienda deve costruire all’interno, con l’aiuto di Multiservice Srl, è la parte di protezione mirata.


3. Dove entra la sicurezza sul lavoro: il ruolo del D.Lgs. 81/08

Fin qui abbiamo parlato di corrente, generatori, UPS. Ma dov’è la sicurezza sul lavoro?

Il D.Lgs. 81/2008, all’art. 80, dice chiaramente che il datore di lavoro deve:

  • valutare tutti i rischi di natura elettrica;
  • prendere le misure necessarie per salvaguardare i lavoratori;
  • predisporre e attuare procedure di uso e manutenzione tenendo conto di leggi, manuali e norme tecniche

Quando si parla di rischio elettrico, non si intendono solo:

  • contatti diretti o indiretti,
  • corto circuiti,
  • incendi da guasto.

Le linee guida e i documenti tecnici ricordano che rientrano nel rischio elettrico anche gli effetti indiretti della mancanza di alimentazione, ad esempio quando:

  • si spengono sistemi di allarme e rivelazione incendi;
  • si fermano impianti di ventilazione/estrazione in ambienti critici;
  • si blocca l’illuminazione lungo le vie di fuga;
  • si arrestano macchinari in posizioni potenzialmente pericolose.

Qui la continuità elettrica smette di essere un tema “IT” e diventa a tutti gli effetti una misura tecnica di prevenzione.

In alcuni contesti (come locali medici, sistemi di illuminazione di emergenza e impianti antincendio) esistono norme specifiche, come la EN 50171 per i sistemi di alimentazione centralizzati per apparecchiature di sicurezza (CPSS), che definiscono requisiti aggiuntivi proprio perché la perdita di alimentazione può avere impatti sulla vita delle persone.


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4. Cosa può succedere dentro un’azienda durante un blackout

Mentre il distributore lavora fuori a gruppi elettrogeni e cavi, dentro un’attività possono verificarsi diversi scenari.

4.1 Uffici, studi professionali, negozi

  • PC e server si spengono di colpo;
  • i dati non salvati vanno persi;
  • i registratori di cassa non funzionano;
  • i POS non comunicano;
  • il centralino VoIP è muto;
  • il router è spento → niente cloud, niente gestionali.

Con UPS mal dimensionati o assenti, il blackout all’esterno si trasforma in:

  • perdita di fatturato,
  • perdita di dati,
  • lavoro extra al rientro (ripristini, controlli, ricostruzioni).

Con UPS pensati bene, la stessa situazione diventa:

  • pochi minuti per chiudere operazioni,
  • salvataggio ordinato,
  • scelta consapevole se restare aperti o sospendere temporaneamente.

4.2 Produzione e magazzini

In contesti industriali e logistici, la mancanza di energia può avere impatti ancora più delicati:

  • nastri trasportatori che si fermano improvvisamente;
  • macchine utensili bloccate in posizione non sicura;
  • carroponti e sistemi di sollevamento fermi in mezzo a una manovra;
  • celle frigo o camere climatiche che iniziano a salire di temperatura.

In questi casi:

  • gli UPS tengono in vita sistemi di controllo, PLC, supervisione, reti;
  • un eventuale gruppo elettrogeno aziendale permette di rilanciare l’alimentazione per il tempo necessario.

Senza questo doppio livello, un grande blackout può trasformarsi non solo in danno economico, ma in situazioni di rischio per i lavoratori.


5. Come lavora un RSPP “intelligente” con gli UPS (e con Multiservice Srl)

Un RSPP che vuole usare bene la carta della continuità elettrica può muoversi così.

5.1 Integrare la continuità nella valutazione del rischio

Nella sezione dedicata al rischio elettrico, oltre ai classici contatti elettrici, è utile chiedersi:

  • cosa succede se manca corrente ai sistemi di sicurezza (allarmi, rivelazione, ventilazione, illuminazione di emergenza);
  • quali processi di lavoro diventano pericolosi o ingestibili se PC, PLC o reti si spengono all’improvviso;
  • quali apparecchiature devono essere portate in sicurezza con una certa gradualità.

Se da questa analisi emergono criticità, la soluzione non è solo “speriamo che non succeda”, ma:

  • prevedere UPS e sistemi di alimentazione di sicurezza per i carichi critici;
  • definire un certo livello di autonomia minima (es. 15–30 minuti);
  • inserire questi aspetti nel piano di emergenza.

5.2 Lavorare con chi si occupa di impianti

Qui entra in gioco un partner tecnico come Multiservice Srl:

In questo modo l’UPS smette di essere “la scatola sotto la scrivania dell’IT” e diventa un pezzo riconosciuto del sistema di prevenzione aziendale.


6. Cosa fa concretamente Multiservice Srl in questi casi

Quando un’azienda ci chiama dopo aver vissuto (o solo visto) episodi come il blackout di Mondovì, il nostro approccio è molto pratico.

6.1 Sopralluogo e mappa dei punti deboli

  • analizziamo l’impianto elettrico e i quadri interessati;
  • individuiamo PC, server, apparati di rete, impianti e apparecchiature critiche;
  • distinguiamo tra:
    • ciò che è solo “comodo” da proteggere;
    • ciò che è necessario per sicurezza, continuità e dati.

Ne esce una fotografia chiara: dove sei vulnerabile e quanto.

6.2 Progetto di continuità su misura

Non proponiamo mai il “pacchetto a caso”.

Per ogni cliente costruiamo una soluzione che può includere:

  • UPS singoli per postazioni mirate;
  • UPS centralizzati per rack IT o reparti specifici;
  • integrazione con eventuali gruppi elettrogeni;
  • predisposizione per futuri ampliamenti.

Sempre con:

  • potenze chiare,
  • autonomia stimata in condizioni reali,
  • elenco dei carichi collegati.

6.3 Manutenzione e test programmati

Un UPS abbandonato in un locale tecnico è una falsa sicurezza.

Per questo, oltre all’installazione, proponiamo:

  • controlli periodici delle batterie;
  • test simulati di blackout;
  • interventi di sostituzione programmata;
  • supporto in caso di guasto o sostituzione dell’UPS.

Obiettivo: che la prossima volta che in città si parlerà di blackout, tu possa dire “siamo pronti”, non “siamo fermi”.


Perché affidarti a un centro specializzato affidati a Multiservice

Un UPS può funzionare per anni senza problemi, ma quando hai bisogno di assistenza o della sostituzione di una batteria, è fondamentale rivolgersi a un centro specializzato.
Qui entra in gioco Multiservice, che è anche centro assistenza autorizzato Riello.

Significa:

  • ricambi originali
  • test professionali
  • diagnosi accurate
  • sostituzioni certificate
  • manutenzione programmata

E soprattutto significa che, se hai un problema, non lo affronti da sola.
Un tecnico può verificare se la batteria è ancora efficiente, se l’UPS lavora correttamente o se serve una regolazione specifica.

7. Checklist pratica per titolari e RSPP

Chiudiamo con una checklist veloce da usare come promemoria.

  1. Abbiamo mai valutato cosa succede ai processi di lavoro se manca la corrente per 30–60 minuti?
  2. Sappiamo quali sono i carichi critici?
    • server / NAS
    • PC di cassa
    • modem / router / switch
    • centralino VoIP
    • sistemi antincendio / allarme / videosorveglianza
  3. Abbiamo almeno un UPS per IT e sistemi essenziali, dimensionato da qualcuno che sa cosa sta facendo?
  4. L’RSPP sa che ruolo hanno gli UPS nel DVR e nel piano di emergenza?
  5. Gli UPS sono manutenuti o nessuno li guarda da anni?
  6. Abbiamo mai fatto un test reale (controllato) di blackout per vedere cosa succede davvero?
  7. Abbiamo un partner tecnico di riferimento per aggiornare il sistema di continuità quando cresce l’azienda?

Se a più di una di queste domande la risposta è “no” o “non lo so”, è il momento giusto per fare il punto – prima che il prossimo blackout lo faccia al posto tuo.


Fonti delle informazioni

Le informazioni tecniche e normative di questo articolo si basano su:

  • Notizie di cronaca sul blackout di Mondovì e sull’intervento con gruppi elettrogeni e cavo di bypass nel centro storico, pubblicate da L’Unione Monregalese.
  • Art. 80 del D.Lgs. 81/2008 e documenti di approfondimento sul rischio elettrico e sugli obblighi del datore di lavoro
  • Norme tecniche di prodotto per gli UPS, in particolare la serie EN / CEI EN 62040 su requisiti di sicurezza, prestazioni e compatibilità elettromagnetica.
  • Documenti e white paper relativi ai sistemi di alimentazione centralizzati per apparecchiature di sicurezza e illuminazione di emergenza, conformi alla norma EN 50171 (CPSS – Central Power Supply Systems).

Disclaimer

Le informazioni di questo articolo hanno solo scopo divulgativo e non sostituiscono in alcun modo la valutazione dei rischi prevista dal D.Lgs. 81/08.
Per ogni decisione sulla sicurezza sul lavoro (compresa la scelta e l’uso di gruppi di continuità, gruppi elettrogeni e sistemi di alimentazione di emergenza) è sempre necessario rivolgersi al Datore di Lavoro, all’RSPP e ai consulenti competenti.