Quando arriva l’estate, molti impianti elettrici lavorano più intensamente.
Condizionatori, sistemi di refrigerazione, celle frigorifere, server, pompe, ventilatori e macchinari possono aumentare sensibilmente il carico elettrico di un’azienda, soprattutto nelle ore più calde della giornata.
Se si verifica un blackout, il gruppo elettrogeno dovrebbe entrare in funzione e mantenere alimentate le apparecchiature previste dal progetto.
Il problema è che anche il generatore si trova a lavorare nelle stesse condizioni difficili.
L’aria esterna è più calda, il locale tecnico può raggiungere temperature ancora superiori e il carico richiesto può essere molto più elevato rispetto a quello presente durante una normale prova di avviamento.
Un gruppo elettrogeno che parte regolarmente per dieci minuti senza carico non è necessariamente pronto a sostenere per ore un’azienda durante un blackout estivo.
Può avviarsi, trasferire correttamente il carico e sembrare perfettamente operativo. Dopo qualche decina di minuti, però, potrebbero comparire un allarme di alta temperatura, una perdita di potenza o persino un arresto automatico.
Non significa che tutti i gruppi elettrogeni soffrano automaticamente il caldo.
Più spesso, le temperature elevate fanno emergere problemi che durante il resto dell’anno rimangono nascosti:
- radiatore sporco;
- ventilazione insufficiente;
- aria calda che ritorna verso l’aspirazione;
- livello del refrigerante non corretto;
- filtro dell’aria ostruito;
- ventola, cinghia o pompa usurata;
- batteria di avviamento indebolita;
- carico superiore a quello previsto;
- manutenzione non aggiornata;
- installazione non adeguata alla temperatura raggiunta nel locale.
Il caldo, in altre parole, raramente inventa il guasto dal nulla.
Più spesso gli toglie il mantello dell’invisibilità.
In questa guida vedremo che cosa può controllare direttamente chi gestisce l’impianto, quali interventi devono essere lasciati a personale qualificato e come comportarsi se il gruppo elettrogeno entra in allarme durante un’interruzione della rete.
Indice
- Controllo rapido prima di una giornata molto calda
- Perché il caldo mette sotto stress il gruppo elettrogeno
- Temperatura esterna e temperatura del locale tecnico
- Il gruppo elettrogeno perde potenza quando fa caldo?
- Quali componenti soffrono maggiormente
- Perché una prova breve può non essere sufficiente
- I controlli pratici da fare durante l’estate
- Che cosa può controllare l’utente
- Che cosa deve controllare il tecnico
- Che cosa fare durante un blackout estivo
- Come interpretare i principali segnali di allarme
- Che cosa fare dopo il ritorno della corrente
- Gruppi elettrogeni portatili e monossido di carbonio
- Perché UPS e gruppo elettrogeno devono lavorare insieme
- Caso pratico illustrativo
- Quando chiamare l’assistenza
- Checklist estiva
- Domande frequenti
- Assistenza Multiservice S.r.l.
- Fonti tecniche consultate
Controllo rapido: cosa verificare in cinque minuti
Prima di una giornata particolarmente calda, di una chiusura aziendale o di un periodo in cui il gruppo elettrogeno dovrà garantire la continuità dell’attività, è utile effettuare almeno un controllo visivo.
Non bisogna aprire il motore, smontare la cofanatura o improvvisare interventi tecnici.
È sufficiente controllare che:
- il quadro non presenti allarmi;
- il selettore sia nella modalità prevista dalla procedura aziendale;
- l’ingresso dell’aria sia libero;
- l’uscita dell’aria calda non sia ostruita;
- non siano presenti scatoloni, teli, vegetazione o materiali davanti alle griglie;
- non ci siano perdite visibili sotto il gruppo;
- il livello del carburante indicato sia sufficiente;
- radiatore e aperture esterne non siano coperti da polvere o residui;
- batteria e caricabatterie non presentino segnalazioni;
- sia disponibile il numero dell’assistenza tecnica.
I manuali ufficiali Cummins raccomandano di mantenere libere le aperture per l’ingresso dell’aria e di garantire lo spazio necessario per allontanare l’aria calda espulsa dal gruppo elettrogeno. Le distanze e le modalità precise devono sempre essere verificate sul manuale dello specifico modello installato.[1]
Se sono presenti una perdita, un odore intenso di carburante, fumo, un allarme attivo o una temperatura già anomala con il gruppo fermo, non bisogna avviarlo “per vedere se passa”.
Una perdita non migliora con l’ottimismo.
Perché il caldo mette sotto stress il gruppo elettrogeno
Un gruppo elettrogeno trasforma l’energia meccanica prodotta dal motore in energia elettrica attraverso l’alternatore.
Durante il funzionamento, il motore produce calore. Anche l’alternatore, il sistema di scarico e gli altri componenti contribuiscono ad aumentare la temperatura dell’insieme.
Il sistema di raffreddamento deve disperdere questo calore nell’ambiente.
Quando l’aria esterna è relativamente fresca, lo scambio termico avviene più facilmente. Quando l’aria utilizzata per raffreddare il gruppo è già molto calda, il sistema dispone di un margine inferiore.
La situazione può peggiorare se:
- il generatore lavora vicino al proprio carico massimo;
- l’ingresso dell’aria è troppo piccolo o parzialmente ostruito;
- il radiatore è sporco;
- l’aria espulsa ritorna verso il gruppo;
- il locale contiene altre fonti di calore;
- il flusso d’aria previsto in fase di installazione è stato modificato;
- griglie e serrande non funzionano correttamente;
- ventole e sistema di raffreddamento non sono efficienti.
Il manuale applicativo Cummins dedicato ai gruppi elettrogeni raffreddati a liquido chiarisce che una ventilazione progettata male può provocare temperature elevate nel locale, riduzione delle prestazioni, surriscaldamento e arresto del sistema.[1]
Questo spiega perché un gruppo elettrogeno può lavorare senza problemi in primavera e manifestare un’anomalia a luglio.
Il problema non è soltanto la temperatura letta sul termometro esterno. Conta la temperatura dell’aria che raggiunge realmente il motore e il radiatore, insieme alla capacità dell’installazione di allontanare il calore prodotto.
Temperatura esterna e temperatura del locale tecnico non sono la stessa cosa
Immaginiamo che all’esterno ci siano 35 °C.
Il gruppo elettrogeno si trova in un locale tecnico chiuso e, una volta avviato, comincia a produrre calore. Se la ventilazione non è sufficiente, la temperatura interna può salire rapidamente.
L’aria entra nel locale, si riscalda passando vicino al motore e all’alternatore e deve poi essere espulsa.
Se l’aria calda rimane nell’ambiente oppure viene aspirata nuovamente dal radiatore, il gruppo non riceve più aria alla temperatura esterna. Riceve aria già riscaldata dal proprio funzionamento.
Il problema può essere causato da:
- aperture insufficienti;
- griglie sporche;
- serrande bloccate;
- condotti non correttamente dimensionati;
- ricircolo dell’aria calda;
- materiali depositati davanti all’uscita;
- vento contrario rispetto alla direzione di espulsione;
- altre apparecchiature che producono calore nello stesso locale.
Cummins distingue tra temperatura esterna, temperatura ambientale intorno al generatore e temperatura dell’aria che raggiunge il radiatore. La valutazione deve quindi considerare l’intero sistema di raffreddamento e non soltanto il radiatore preso singolarmente.[1]
Nella documentazione tecnica vengono riportati anche valori di riferimento utilizzati per alcune applicazioni e configurazioni, ma non devono essere interpretati come limiti validi per qualsiasi gruppo elettrogeno.
Non è corretto scrivere che tutti i generatori funzionano senza problemi fino a una determinata temperatura.
Il limite effettivo dipende da:
- modello;
- potenza;
- motore;
- alternatore;
- radiatore;
- cofanatura;
- tipo di installazione;
- altitudine;
- ventilazione;
- carico;
- condizioni indicate dal costruttore.
Il dato valido è sempre quello riportato nella documentazione tecnica dello specifico gruppo elettrogeno.
Il gruppo elettrogeno perde potenza quando fa caldo?
Può succedere, ma non nello stesso modo per ogni generatore.
Con l’aumento della temperatura, l’aria diventa meno densa. Il motore può quindi ricevere, a parità di volume, una quantità inferiore di ossigeno.
Questo può influire sulla combustione e sulla potenza disponibile.
Anche l’alternatore può essere influenzato dalle condizioni ambientali, dalla temperatura dell’aria di raffreddamento e dal tipo di carico collegato.
La potenza realmente disponibile dipende da diversi fattori:
- modello del motore;
- caratteristiche dell’alternatore;
- temperatura dell’aria;
- altitudine;
- sistema di raffreddamento;
- tipo di servizio;
- ventilazione;
- carburante;
- caratteristiche del carico;
- configurazione del gruppo.
Caterpillar evidenzia che temperatura, altitudine e limitazioni del flusso d’aria possono impedire al gruppo di raggiungere le prestazioni attese. La temperatura di funzionamento dell’alternatore influenza inoltre l’invecchiamento dell’isolamento degli avvolgimenti.[2]
In determinate condizioni il produttore può prevedere una riduzione della potenza disponibile, chiamata derating.
Non bisogna però applicare percentuali generiche.
Frasi come:
“Con 40 gradi ogni gruppo elettrogeno perde sempre il 10% della potenza”
sono troppo semplicistiche e possono essere sbagliate.
La procedura corretta consiste nel:
- individuare modello e numero di serie;
- consultare la scheda tecnica;
- verificare la temperatura ambientale nominale;
- controllare gli eventuali valori di derating;
- considerare l’altitudine;
- misurare il carico reale;
- verificare le condizioni della ventilazione.
Solo a quel punto è possibile capire quale potenza sia effettivamente disponibile nelle condizioni dell’impianto.
Quali componenti soffrono maggiormente il caldo
Il sistema di raffreddamento
Nei gruppi raffreddati a liquido, radiatore, ventola, pompa, cinghie, manicotti e refrigerante devono lavorare insieme.
Se anche uno solo di questi elementi non funziona correttamente, il calore può accumularsi.
Un radiatore può essere parzialmente ostruito da:
- polvere;
- fibre;
- foglie;
- insetti;
- residui oleosi;
- materiale proveniente dalle lavorazioni;
- sporco depositato tra le alette.
Il problema può non comparire durante una prova breve a basso carico.
Può però diventare evidente durante un blackout lungo, quando il gruppo deve sostenere realmente l’impianto e la quantità di calore da smaltire aumenta.
La documentazione ufficiale Generac collega alcuni allarmi di alta temperatura alla presenza di ostruzioni o limitazioni nell’aspirazione e nell’espulsione dell’aria.[3]
Ciò non significa che ogni allarme dipenda necessariamente da una griglia sporca. Le cause possono essere molteplici e devono essere verificate.
L’alternatore
Anche l’alternatore produce calore.
La corrente che attraversa gli avvolgimenti determina un aumento della temperatura interna.
Più il carico è elevato, maggiore può essere lo stress termico.
Caterpillar spiega che il funzionamento a temperature superiori accelera l’invecchiamento termico dell’isolamento. Il tipo di servizio è quindi importante: un alternatore destinato all’emergenza non deve essere trattato automaticamente come un sistema progettato per lavorare in continuo in qualsiasi condizione.[2]
Il fatto che il generatore riesca a produrre energia non significa che possa lavorare indefinitamente vicino ai propri limiti.
L’olio motore
L’olio lubrifica le parti in movimento, contribuisce alla protezione del motore e aiuta a gestire il calore.
Deve essere:
- del tipo previsto dal costruttore;
- presente nella quantità corretta;
- sostituito agli intervalli indicati;
- controllato secondo la procedura del manuale.
Non bisogna scegliere una viscosità diversa soltanto perché fa caldo.
L’olio corretto dipende dal motore e dalle condizioni operative previste dal produttore.
Un livello troppo basso può compromettere la lubrificazione. Anche un livello eccessivo può creare problemi.
Il controllo deve essere effettuato a motore fermo e nelle condizioni indicate dal manuale.
Il liquido refrigerante
Il refrigerante deve trovarsi al livello corretto ed essere adatto al motore.
Il circuito può lavorare ad alta temperatura e sotto pressione.
Il tappo non deve essere aperto a motore caldo, perché il liquido potrebbe fuoriuscire e provocare gravi ustioni.
Non bisogna neppure rabboccare con un prodotto casuale.
Refrigeranti differenti possono avere caratteristiche e compatibilità diverse. Il prodotto utilizzato deve rispettare le indicazioni del costruttore.
La batteria di avviamento
La batteria permette al motore di avviarsi e alimenta i circuiti di controllo.
Un gruppo può avere motore, alternatore e radiatore in ottime condizioni, ma restare fermo se la batteria non fornisce la corrente necessaria.
Le alte temperature possono accelerare l’invecchiamento delle batterie. Il manuale Cummins raccomanda di collocare il banco batterie lontano dalle fonti di calore, evidenziando che temperature ambientali elevate possono ridurne la durata.[1]
Tra i problemi più comuni troviamo:
- morsetti ossidati;
- collegamenti allentati;
- batteria vecchia;
- caricabatterie guasto;
- tensione insufficiente;
- cavi deteriorati;
- segnalazioni ignorate.
La sola lettura della tensione a vuoto non consente sempre di stabilire se la batteria sia ancora in grado di avviare il motore.
Può essere necessaria una prova specifica eseguita con strumenti adeguati.
Il filtro dell’aria
Durante l’estate possono aumentare polvere, pollini, insetti e residui trasportati dall’aria.
Un filtro sporco riduce il flusso destinato al motore.
La frequenza di controllo dipende anche dall’ambiente di installazione.
Un gruppo collocato vicino a un piazzale sterrato, a un cantiere o a una lavorazione industriale può richiedere verifiche più frequenti rispetto a un gruppo installato in un ambiente pulito.
Non tutti i filtri possono essere lavati o puliti con aria compressa.
Alcuni devono essere sostituiti.
Il manuale del gruppo vince sempre contro il consiglio del cugino creativo.

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Perché una prova breve può non essere sufficiente
Molti gruppi elettrogeni vengono avviati periodicamente per pochi minuti.
Il motore parte, il quadro non segnala errori e la prova viene considerata conclusa.
Questo controllo è utile, ma non dimostra necessariamente che il sistema sappia alimentare il carico reale durante un blackout lungo.
Durante una prova senza carico:
- il motore produce meno energia;
- l’alternatore eroga poca corrente;
- il sistema di raffreddamento è meno sollecitato;
- climatizzatori e macchinari non sono alimentati dal gruppo;
- le correnti di avviamento non vengono simulate;
- la temperatura può non avere il tempo di stabilizzarsi.
Durante un blackout reale, invece, il gruppo può dover alimentare contemporaneamente:
- server;
- pompe;
- compressori;
- impianti di refrigerazione;
- condizionatori;
- illuminazione;
- macchinari;
- sistemi di sicurezza;
- apparecchiature elettroniche.
Più aumenta il carico, maggiore è l’energia che il gruppo deve produrre e maggiore è il calore da smaltire.
Cummins suggerisce, per la verifica tecnica del sistema di ventilazione, di effettuare misurazioni durante una prova sotto carico e dopo la stabilizzazione della temperatura. Questa non è un’operazione da improvvisare, ma una verifica da pianificare con personale competente.[1]
Staccare l’interruttore generale “per fare una prova seria” senza aver valutato le conseguenze non è manutenzione.
È roulette elettrica.
I controlli pratici da fare durante l’estate
1. Liberare le aperture di ventilazione
Controlla che davanti all’ingresso e all’uscita dell’aria non siano presenti:
- scatole;
- bancali;
- mobili;
- teli;
- vegetazione;
- contenitori;
- rifiuti;
- veicoli;
- materiali da cantiere.
L’aria calda deve essere espulsa senza essere immediatamente risucchiata dal gruppo.
Se il generatore si trova all’esterno, verifica che piante e sterpaglie non abbiano invaso le aperture.
Non modificare griglie o condotti senza una valutazione tecnica.
Una griglia più grande non risolve automaticamente il problema, così come una finestra aperta non trasforma una sauna in un data center.
2. Controllare visivamente radiatore e griglie
Verifica se sono presenti accumuli di:
- polvere;
- foglie;
- insetti;
- fibre;
- residui oleosi;
- materiale di lavorazione.
Non utilizzare automaticamente l’idropulitrice.
Un getto troppo forte può piegare le alette, danneggiare i componenti o spingere lo sporco più in profondità.
La pulizia deve essere eseguita:
- con il gruppo messo in sicurezza;
- secondo le indicazioni del costruttore;
- con strumenti adeguati;
- evitando di danneggiare le superfici.
La pulizia interna deve essere affidata a un tecnico.
3. Cercare eventuali perdite
Osserva il pavimento e la base del gruppo.
Cerca tracce di:
- olio;
- carburante;
- refrigerante;
- liquidi non identificati.
Non toccare direttamente il liquido e non avviare il gruppo se sospetti una perdita di carburante.
Anche un piccolo alone può indicare l’inizio di un problema.
Fotografalo e segnala la posizione al tecnico.
4. Controllare il refrigerante solo a motore freddo
Il circuito di raffreddamento può essere caldo e sotto pressione.
Non aprire il tappo quando il motore è caldo.
Il controllo e l’eventuale rabbocco devono seguire la procedura del manuale.
Non bisogna mescolare prodotti differenti senza conoscerne la compatibilità.
5. Verificare olio e manutenzione
Controlla:
- livello dell’olio;
- ore di funzionamento;
- data dell’ultimo cambio;
- eventuali allarmi;
- perdite visibili;
- tipo di olio utilizzato.
Se non conosci la data dell’ultima manutenzione, non aspettare il blackout per scoprirlo.
6. Verificare batteria e caricabatterie
Controlla sul quadro:
- eventuali segnalazioni relative alla batteria;
- stato del caricabatterie;
- tensione indicata;
- mancati avviamenti registrati;
- data di installazione della batteria.
Osserva, senza intervenire sui collegamenti:
- rigonfiamenti;
- corrosione;
- cavi danneggiati;
- morsetti evidentemente allentati.
Le prove elettriche devono essere eseguite da personale qualificato.
7. Controllare il filtro dell’aria
Verifica l’eventuale indicatore di intasamento.
Se il filtro deve essere sostituito, utilizza un componente conforme alle indicazioni del produttore.
Un filtro apparentemente pulito all’esterno può essere saturo internamente.
8. Verificare il carico estivo
Controlla quali apparecchiature dovranno essere alimentate dal gruppo elettrogeno.
Rispetto all’ultima verifica potrebbero essere stati aggiunti:
- nuovi climatizzatori;
- server;
- macchinari;
- pompe;
- celle frigorifere;
- sistemi di ventilazione;
- postazioni di lavoro.
Il generatore potrebbe essere stato dimensionato anni fa per un carico molto diverso.
Bisogna considerare anche le correnti di avviamento di motori, compressori e pompe.
La semplice somma delle potenze riportate sulle etichette non è sempre sufficiente per un dimensionamento corretto.
9. Controllare il sistema automatico di commutazione
Se l’impianto utilizza un ATS, il sistema deve:
- rilevare la mancanza della rete;
- inviare il comando di avviamento;
- attendere che il generatore raggiunga condizioni stabili;
- trasferire i carichi;
- rilevare il ritorno della rete;
- ritrasferire i carichi;
- gestire il raffreddamento e l’arresto del motore.
La prova dell’ATS deve essere programmata.
Non azionare manualmente interruttori o commutatori se non sei autorizzato e formato.
10. Leggere lo storico degli allarmi
Prima di cancellare qualsiasi messaggio, annota o fotografa:
- codice;
- data;
- ora;
- durata;
- numero dei tentativi di avviamento;
- temperatura;
- carico;
- eventuali arresti.
Lo storico può mostrare che il problema si era già presentato durante una prova precedente.
Cancellare tutto senza leggere equivale a buttare via gli indizi prima dell’arrivo del detective.
11. Programmare una prova sotto carico
Quando necessaria, la prova deve essere eseguita in modo controllato.
Durante il test il tecnico può verificare:
- stabilità della tensione;
- frequenza;
- potenza erogata;
- temperatura;
- pressione dell’olio;
- comportamento del raffreddamento;
- funzionamento dell’ATS;
- presenza di vibrazioni;
- eventuali perdite;
- qualità dell’alimentazione.
Una prova sotto carico è più rappresentativa di un avviamento di pochi minuti, ma deve essere organizzata senza mettere a rischio la produzione o i carichi sensibili.
12. Controllare carburante e autonomia
Verifica:
- quantità di carburante disponibile;
- stato delle segnalazioni;
- presenza di perdite;
- data dell’ultimo controllo;
- autonomia richiesta;
- possibilità di rifornimento durante un blackout prolungato.
L’autonomia teorica può variare in base al carico effettivo.
Un gruppo sottoposto a un carico elevato può consumare più carburante rispetto a una prova a vuoto.
Che cosa può controllare l’utente
Una persona incaricata può normalmente:
- leggere il display;
- annotare gli allarmi;
- verificare la modalità del quadro;
- controllare la presenza di ostacoli esterni;
- osservare eventuali perdite;
- controllare l’indicazione del carburante;
- ascoltare rumori anomali;
- percepire odori insoliti;
- consultare il registro di manutenzione;
- chiamare l’assistenza.
Tutto deve comunque essere fatto nel rispetto del manuale e delle procedure interne dell’azienda.
Che cosa deve controllare il tecnico
Devono essere affidati a personale qualificato:
- apertura e smontaggio delle protezioni;
- pulizia interna;
- interventi sul radiatore;
- controllo di cinghie, ventole e pompe;
- modifiche alla ventilazione;
- prove sui circuiti elettrici;
- controllo e regolazione dell’ATS;
- prove sotto carico;
- misurazioni sulle batterie;
- interventi su carburante e scarico;
- sostituzione dei sensori;
- modifica dei parametri;
- bypass delle protezioni.
I manuali di servizio Cummins avvertono che il motore può avviarsi automaticamente e indicano specifiche procedure di isolamento prima della rimozione dei pannelli.[4]
Il fatto che il generatore sia fermo non significa quindi che possa essere aperto senza rischi.
Che cosa fare durante un blackout estivo
Se il gruppo è automatico, il sistema dovrebbe avviarsi e trasferire i carichi secondo la logica prevista dall’impianto.
Una volta entrato in funzione:
- Controlla che il quadro non mostri allarmi.
- Verifica, quando disponibili, tensione, frequenza e percentuale di carico.
- Annota l’orario di avviamento.
- Controlla dall’esterno che l’aria calda venga espulsa.
- Mantieni libere tutte le aperture.
- Non appoggiare oggetti contro il gruppo.
- Non aprire gli sportelli per farlo “respirare” se il costruttore non lo prevede.
- Non collegare carichi aggiuntivi non necessari.
- Non rabboccare refrigerante a motore caldo.
- Presta attenzione a rumori, odori, fumo e perdite.
- Segui il piano aziendale per l’eventuale esclusione dei carichi secondari.
- Contatta l’assistenza se compaiono anomalie.
Se il gruppo si arresta per alta temperatura, non continuare a riavviarlo.
La protezione termica serve a evitare danni più gravi.
Cancellare l’allarme e premere nuovamente il tasto di avviamento senza aver individuato la causa rimette il sistema esattamente nelle condizioni che hanno provocato l’arresto.
Il generatore non interpreta il gesto come una dimostrazione di carattere.
Come interpretare i principali segnali di allarme
Allarme di alta temperatura
Può indicare:
- raffreddamento insufficiente;
- radiatore sporco;
- flusso d’aria ostruito;
- ricircolo dell’aria calda;
- refrigerante insufficiente;
- guasto della ventola;
- carico elevato;
- problema del sensore.
Non cancellare subito l’allarme.
Annota il codice, applica la procedura aziendale e contatta l’assistenza.
Il gruppo parte e si spegne dopo alcuni minuti
Il problema potrebbe manifestarsi soltanto con l’aumento della temperatura o del carico.
Evita tentativi ripetuti di avviamento.
Il locale tecnico diventa molto caldo
Può esserci una ventilazione insufficiente oppure un ricircolo dell’aria espulsa.
Controlla la presenza di ostacoli esterni, senza modificare autonomamente griglie o condotti.
La ventola produce un rumore anomalo
Fischi, vibrazioni, rumori metallici o variazioni improvvise possono indicare usura o un problema meccanico.
Programma una verifica.
L’avviamento è lento
Possono essere coinvolti:
- batteria;
- caricabatterie;
- collegamenti;
- motorino di avviamento;
- sistema di controllo.
Non aspettare il blackout successivo.
Tensione o frequenza sono instabili
Le cause possono comprendere:
- sovraccarico;
- problema del motore;
- anomalia dell’alternatore;
- regolazione;
- caratteristiche del carico.
I dispositivi più sensibili devono essere protetti e il sistema controllato da un tecnico.
È presente una perdita
Non avviare il gruppo senza aver verificato la natura della perdita.
Una perdita di carburante o refrigerante caldo può creare condizioni pericolose.
Compare fumo o odore di bruciato
Applica immediatamente la procedura di sicurezza dell’impianto e richiedi assistenza.
Che cosa fare dopo il ritorno della corrente
Quando la rete elettrica torna disponibile, il sistema automatico dovrebbe ritrasferire i carichi e mantenere il gruppo acceso per il tempo di raffreddamento previsto dalla configurazione.
Non spegnere bruscamente il motore sotto carico se la procedura non lo prevede.
Dopo l’arresto:
- verifica la presenza di nuovi allarmi;
- annota le ore di funzionamento;
- controlla se sono comparse perdite;
- registra la durata del blackout;
- verifica il carburante rimanente;
- controlla che il quadro sia tornato nella modalità corretta;
- segnala rumori o temperature insolite;
- programma un controllo se il funzionamento è stato lungo o particolarmente impegnativo.
Se il gruppo ha lavorato vicino al proprio limite o ha mostrato temperature elevate, è opportuno verificarlo prima di considerarlo nuovamente pronto per l’emergenza successiva.
Il ritorno della corrente non cancella ciò che è accaduto durante il blackout.
Purtroppo la rete non porta anche una spugnetta magica.
Gruppi elettrogeni portatili e monossido di carbonio
I generatori portatili con motore a combustione producono monossido di carbonio.
È un gas privo di colore e odore e può essere letale.
I generatori portatili non devono essere utilizzati:
- dentro casa;
- in garage;
- in cantina;
- in magazzini chiusi;
- vicino a porte;
- vicino a finestre;
- vicino alle prese d’aria dell’edificio.
Il Centers for Disease Control and Prevention raccomanda di utilizzare i generatori portatili esclusivamente all’aperto e ad almeno 20 piedi, circa 6 metri, da porte, finestre e aperture di ventilazione. Raccomanda inoltre l’uso di rilevatori di monossido di carbonio alimentati a batteria o dotati di batteria di riserva.[5]
Questa indicazione riguarda i generatori portatili.
I gruppi fissi installati in locali tecnici devono invece rispettare il progetto dell’impianto, i sistemi di ventilazione, lo scarico e le disposizioni applicabili.
Perché UPS e gruppo elettrogeno devono lavorare insieme
UPS e gruppo elettrogeno svolgono funzioni differenti.
L’UPS interviene immediatamente quando manca la rete.
Il gruppo elettrogeno richiede invece un certo tempo per:
- rilevare il blackout;
- avviarsi;
- raggiungere valori stabili di tensione e frequenza;
- trasferire i carichi.
Durante questi secondi, l’UPS mantiene alimentati i dispositivi critici.
Una volta stabilizzato il generatore, l’UPS può ricevere l’alimentazione dal gruppo e continuare a proteggere i carichi.
Se il gruppo si spegne per alta temperatura o per un’altra anomalia, l’UPS può offrire il tempo necessario per:
- salvare i dati;
- spegnere i server;
- fermare un processo;
- mantenere attivi i controlli;
- gestire l’emergenza.
L’integrazione deve essere progettata correttamente, considerando:
- compatibilità di tensione e frequenza;
- potenza disponibile;
- caratteristiche dei carichi;
- correnti di avviamento;
- ricarica delle batterie;
- autonomia;
- priorità dei dispositivi.
Caso pratico illustrativo: il gruppo parte, poi va in allarme
L’esempio seguente riunisce condizioni tecniche tipiche e non descrive uno specifico cliente o intervento di Multiservice.
Un’azienda dispone di un gruppo elettrogeno installato in un locale tecnico.
Ogni mese viene effettuata una prova di avviamento della durata di dieci minuti.
Il generatore parte sempre e il quadro non segnala errori.
A luglio si verifica un blackout.
Il gruppo si avvia correttamente, l’ATS trasferisce i carichi e l’azienda continua a lavorare.
Dopo circa quaranta minuti compare un allarme di alta temperatura e il motore si arresta.
Durante la verifica vengono osservate tre condizioni:
- radiatore sporco;
- materiali depositati davanti all’uscita dell’aria;
- carico estivo aumentato a causa dei climatizzatori.
La prova mensile non aveva fatto emergere il problema perché:
- durava poco;
- veniva eseguita quasi senza carico;
- il sistema non raggiungeva la temperatura di esercizio reale;
- i climatizzatori non erano alimentati dal generatore.
Durante il blackout, invece, il gruppo ha dovuto sostenere un carico maggiore per un tempo più lungo.
Il caldo esterno non è stato l’unico responsabile.
Ha contribuito a rendere critica una situazione già compromessa da ventilazione insufficiente, sporco e aumento del carico.
La lezione è semplice:
Una prova di avviamento dimostra che il motore riesce a partire. Non dimostra automaticamente che l’intero sistema possa lavorare per ore sotto carico durante una giornata molto calda.
Quando chiamare l’assistenza
È opportuno richiedere un controllo tecnico quando:
- compare un allarme di alta temperatura;
- il gruppo si arresta;
- la temperatura aumenta rapidamente;
- il radiatore è molto sporco;
- sono presenti perdite;
- la batteria è in allarme;
- l’avviamento è lento;
- il generatore non parte;
- l’ATS non trasferisce i carichi;
- tensione o frequenza sono instabili;
- sono stati aggiunti nuovi carichi;
- il locale diventa eccessivamente caldo;
- la ventola produce rumori anomali;
- non viene eseguita manutenzione da tempo;
- il gruppo non è mai stato provato sotto carico;
- non si conosce il limite di temperatura del modello;
- lo storico mostra ripetuti arresti;
- il generatore viene riavviato più volte dopo una protezione.
In presenza di fumo, perdita di carburante, odore di bruciato o componenti surriscaldati, applica immediatamente le procedure aziendali di sicurezza.
Non tentare riparazioni improvvisate.
Checklist estiva del gruppo elettrogeno
Prima del prossimo blackout verifica:
- quadro senza allarmi;
- modalità operativa corretta;
- ingresso dell’aria libero;
- uscita dell’aria calda libera;
- assenza di materiali vicino alle griglie;
- radiatore controllato;
- assenza di perdite;
- livello dell’olio verificato;
- refrigerante controllato secondo il manuale;
- batteria di avviamento efficiente;
- caricabatterie operativo;
- filtro dell’aria controllato;
- carburante sufficiente;
- carico estivo rivalutato;
- ATS verificato;
- storico degli allarmi consultato;
- manutenzione aggiornata;
- prova sotto carico programmata quando necessaria;
- recapito dell’assistenza disponibile.
La checklist può essere stampata e conservata insieme al registro dell’impianto.
Non davanti all’ingresso dell’aria, però.
Sarebbe un finale narrativamente perfetto, ma tecnicamente imbarazzante.
Domande frequenti
Un gruppo elettrogeno può funzionare con 40 °C?
Può funzionare, ma dipende dal modello, dal radiatore, dal carico, dalla ventilazione e dalla temperatura effettiva dell’aria che raggiunge il generatore.
Non esiste una soglia universale valida per qualsiasi gruppo.
Il dato corretto deve essere verificato sulla documentazione tecnica del modello installato.
Il caldo può impedire l’avviamento?
Il caldo può accelerare il degrado della batteria e mettere sotto stress componenti già indeboliti.
Un mancato avviamento può però dipendere anche da:
- caricabatterie;
- collegamenti;
- motorino di avviamento;
- carburante;
- sistema di controllo;
- manutenzione insufficiente.
Perché il generatore si spegne per alta temperatura?
Tra le possibili cause troviamo:
- radiatore sporco;
- ventilazione insufficiente;
- ricircolo dell’aria calda;
- refrigerante basso;
- ventola o cinghia difettosa;
- carico eccessivo;
- pompa inefficiente;
- sensore o cablaggio da verificare.
La causa deve essere individuata con una diagnosi tecnica.
Bisogna aprire gli sportelli per raffreddarlo?
Non senza una precisa indicazione del produttore.
La cofanatura può essere progettata per guidare l’aria lungo un percorso specifico. Aprire gli sportelli può alterare il flusso e peggiorare il raffreddamento di alcuni componenti.
Posso mettere un ventilatore davanti al gruppo?
Non è una soluzione tecnica affidabile.
Può modificare il flusso senza risolvere la causa.
La ventilazione deve essere verificata considerando portata, posizione delle aperture, perdite di carico e quantità di calore prodotta.
È sufficiente avviare il gruppo dieci minuti al mese?
È utile per verificare alcuni aspetti, ma potrebbe non dimostrare che il generatore sappia lavorare sotto carico per un periodo prolungato.
Le modalità delle prove devono rispettare le indicazioni del produttore e il piano di manutenzione.
Posso alimentare anche i climatizzatori?
Soltanto se il gruppo e l’impianto sono stati dimensionati considerando la loro potenza e le correnti di avviamento.
Il fatto che il generatore riesca ad alimentarli non significa automaticamente che possa sostenere contemporaneamente tutti gli altri carichi.
Posso pulire il radiatore con aria compressa o idropulitrice?
Dipende dal modello e dalla procedura prevista dal costruttore.
Pressione, distanza e direzione errate possono piegare le alette, danneggiare i componenti o spingere lo sporco più in profondità.
La batteria soffre maggiormente il caldo o il freddo?
Il freddo può ridurre nell’immediato la capacità di avviamento.
Il caldo può accelerare l’invecchiamento e ridurre la vita della batteria.
Per questo la batteria deve essere protetta dalle fonti di calore e controllata regolarmente.
Dopo un allarme posso cancellarlo e riavviare?
Prima di cancellare l’allarme bisogna annotare il codice e identificarne la causa.
Dopo un arresto per alta temperatura, ripetere più volte l’avviamento senza effettuare una verifica può aggravare il problema.
Fornitura di gruppi elettrogeni con Multiservice S.r.l.
Multiservice S.r.l. fornisce gruppi elettrogeni destinati ad aziende, attività commerciali, industrie, strutture pubbliche e applicazioni residenziali.
Ogni soluzione viene valutata in base alle reali esigenze del cliente, considerando:
- apparecchiature e impianti da alimentare;
- potenza necessaria;
- correnti di avviamento dei carichi;
- utilizzo continuo o di emergenza;
- tipologia di alimentazione più adatta;
- spazio disponibile;
- aerazione e condizioni del luogo di installazione;
- livello di rumorosità richiesto;
- eventuale integrazione con UPS e quadro ATS.
Quando necessario, Multiservice può effettuare un sopralluogo per valutare le caratteristiche del sito e individuare il gruppo elettrogeno più adatto.
La fornitura può comprendere gruppi elettrogeni:
- diesel;
- a benzina;
- a gas o GPL;
- industriali;
- commerciali;
- residenziali;
- insonorizzati;
- destinati al servizio continuo;
- predisposti per il funzionamento di emergenza.
L’obiettivo non è semplicemente vendere un generatore, ma fornire un sistema correttamente dimensionato rispetto ai carichi e alle condizioni reali di utilizzo.
Conclusioni
Il gruppo elettrogeno è progettato per intervenire quando la rete elettrica non è disponibile.
Non è però immune dal caldo, dalla polvere, dalla cattiva ventilazione o dalla mancanza di manutenzione.
Durante l’estate può trovarsi ad affrontare contemporaneamente:
- temperatura ambientale elevata;
- locale tecnico più caldo dell’esterno;
- carico maggiore;
- correnti di avviamento;
- minore capacità di dispersione;
- batteria già indebolita;
- radiatore sporco;
- funzionamento prolungato.
Un gruppo controllato, correttamente dimensionato e mantenuto ha maggiori possibilità di svolgere il proprio lavoro quando serve.
Un generatore trascurato può invece partire regolarmente e arrestarsi dopo pochi minuti, proprio mentre l’azienda dipende completamente da lui.
Prima del prossimo blackout:
- controlla le aperture;
- verifica gli allarmi;
- osserva eventuali perdite;
- controlla manutenzione e batteria;
- rivaluta i carichi estivi;
- programma una prova significativa;
- non improvvisare interventi interni.
Il momento migliore per scoprire che il gruppo elettrogeno soffre il caldo non è quando la rete è già saltata.
È adesso.
Fonti tecniche consultate
Le informazioni tecniche presenti in questa guida sono state confrontate e rielaborate con formulazione originale. Non sono stati riprodotti integralmente paragrafi, tabelle o manuali.
[1] Cummins Inc.
Liquid-Cooled Generator Set Application Manual – T-030.
Sezioni dedicate a ventilazione, raffreddamento, batterie, condizioni ambientali e prove sotto carico.
Fonte ufficiale:
https://www.cummins.com/sites/default/files/2024-08/t030-Liquid-cooled-gen-set-application-manual.pdf
[2] Caterpillar Inc.
A Holistic View on Generator Set Ratings.
Documento tecnico ufficiale relativo alle classificazioni di potenza, alle condizioni ambientali e alla temperatura degli alternatori.
Fonte ufficiale:
https://www.cat.com/en_US/by-industry/electric-power/Articles/White-papers/a-holistic-view-on-generator-set-ratings.html
[3] Generac Power Systems.
Documentazione ufficiale di assistenza relativa agli allarmi di alta temperatura e alle possibili ostruzioni del flusso d’aria.
Fonte ufficiale:
https://support.generac.com/s/article/What-Does-It-Mean-When-My-Generator-Displays-an-Error-Code-High-Temp-Code-1400
[4] Cummins Inc.
Manuali ufficiali di installazione, uso e servizio relativi alla sicurezza degli interventi, all’avviamento automatico e alla rimozione delle protezioni.
Fonte ufficiale:
https://www.cummins.com/sites/default/files/2024-10/a043m526-i13-hdkcx-service-manual.pdf
[5] Centers for Disease Control and Prevention – CDC.
Generator Safety Fact Sheet.
Indicazioni sulla prevenzione dell’avvelenamento da monossido di carbonio durante l’utilizzo dei generatori portatili.
Fonte ufficiale:
https://www.cdc.gov/carbon-monoxide/factsheets/generator-safety-fact-sheet.html
Nota sulle fonti
Le indicazioni generali non sostituiscono il manuale del gruppo elettrogeno installato. Limiti di temperatura, intervalli di manutenzione, oli, refrigeranti e procedure di controllo variano in base al modello e devono essere verificati sulla documentazione ufficiale del produttore.




